Una vulcanica avventura nostrana

Diario vagabondo.

Solito scomodo volo low cost alle 6 di mattina che ti costringe ad una sveglia inumana. Catania. Arancino e brioches con granita. Mercato affollato per frutta verdura e qualche sfiziosità. Stazione con direzione Novara-Montalbano-Furnari, raggiungibile attraverso tre ore e mezza di treno e due cambi. Caldo e afa. Un’ora di cammino fino al pIMG_3443orto. Barca consegnata con tre ore di ritardo. Spesa per cambusa costata il doppio del previsto. Si parte al mattino. Tempo di percorrere cinque miglia e subito tempesta, 30 nodi di vento e pioggia a non finire. Paura. Poi sole, grotte di lava e buon cibo. Inizi a interagire con chi è con te e ancora non conosci. Ti piace. Ti senti libero e a nudo ma non ne hai vergogna, anzi. Doccia e bisogni vari in mare. Ridi. Poi tutto scorre sempre più velocemente. Ti fermi ad una boa, il giorno dopo all’ancora senza mai scendere a terra. A volte piove e a volte il sole scalda troppo. Suoni, canti e giochi. Ridi ancora. Intanto conosci sempre più a fondo chi è con te. Stromboli. Scali 900 metri di vetta e piangi appena lo vedi e senti splendidamente esplodere. Ti senti piccolo e vivo, perché senti viva la maestosa terra che ti nutre. Torni in barca. Notte insonne per mare e vento. Al mattino una barca alla deriva ti sfiora e si schianta sulla spiaggia. Paura tremenda. Tutti in concentrata frenesia alla fugaFullSizeRender dal delirio. Altre trenta barche seguono l’esempio. Pioggia e freddo. Poi un porto, per la prima volta. Serenità e rigenerazione. Nutri ormai un certo sentimento per chi è con te. Sei felice. Riparti. Vulcano, la dimora del fuoco per eccellenza. Abbordato per un pontile mobile da pirati locali, sorridi. Poi la magia dell’uomo testa e la sua cricca. Ridi e ridi ancora. Ridi fino alle lacrime. Ridi anche nel sonno. Ridi con tutti loro, spontaneamente. Ti svegli e sali fino alla porta della dimora vulcaniana. Cerchi ossidiana. Scendi, birra e barca. Torni al porto da dove sei partito, riattraversi lo stesso specchio d’acqua della paura di sei giorni prima e ti rendi conto che l’esperienza ti ha cambiato. Di paura non ne avresti più, saresti semplicemente più concentrato. Guardi intensamente chi è con te e ti accorgi che ti mancheranno. Porto. Notte. Treno ai solito posti dell’andata. Arancino, cassatina e caffè. Volo.FullSizeRender(1)

Come mi sento oggi che rientro a casa mia nonostante tutto? Arricchito. Immensamente arricchito. Con la più totale consapevolezza che questo tipo di ricchezza non la si può sperperare.
Ti resta, per sempre.

Dalle Isole Eolie,

         Andrea Angioletti

Annunci