La gita, una lezione didattica lontano dai banchi di scuola

Il progetto didattico nelle gite Panda Trek 

Era il lontano 2003 e, come tutti gli anni, subito dopo l’inizio della scuola, bisognava scegliere la meta della gita scolastica. Quell’ anno a me spettava di organizzare la gita delle terze, il viaggio finale, quello all’estero, l’uscita più attesa dai ragazzi. In aula insegnanti, su un tavolo, trovo un catalogo di un’associazione che non conosco, Panda Trek: lo sfoglio un po’ distrattamente, ma la mia attenzione viene subito catturata da titoli accattivanti, descrizione di luoghi ricchi di riferimenti storici, geografici, letterari… Leggo di paesaggi magici, di città misteriose, percorsi  alternativi alla scoperta di ciò che spesso passa inosservato, ma soprattutto noto che per ogni uscita sono declinati gli obiettivi che si vogliono e si devono raggiungere: obiettivi legati alla conoscenza, socializzazione, crescita.

E’ la prima volta che trovo scritto, su un catalogo, nero su bianco, che ogni uscita deve avere una sua valenza didattica e che deve essere organizzata nel rispetto delle finalità e delle regole della scuola. Anche io ho sempre portato avanti l’idea che la gita sia una lezione lontano dai banchi di scuola, durante la quale i ragazzi possano e debbano imparare in modo diverso e non una passeggiata tra amici o delle giornate in cui i ragazzi non dormono, mangiano di tutto, fanno “casino” in modo organizzato. Sono molto attratta dall’ idea che ci sia qualcuno, al di fuori della scuola che la pensi come me e che condivida quello in cui ho sempre creduto: la gita è un momento importante della crescita culturale e personale e come tale è un momento formativo ed educativo. Parlo con i miei colleghi e decidiamo per la Foresta Nera, curiosi di capire e di vedere se tutto quello che veniva proposto sarebbe stato realizzato e come. Così è stato… In Germania abbiamo visto luoghi affascinanti, abbiamo conosciuto la storia di grandi città, ci siamo confrontati con tradizioni diverse dalle nostre, abbiamo sognato con leggende di streghe e principesse, ci siamo inoltrati nel bosco di notte per rivelare i pensieri più profondi, abbiamo condiviso la fatica del trekking e i lavori domestici in ostello, ma una cosa è stata la più importante: i ragazzi sono stati i veri e gli unici protagonisti di un’avventura che ha permesso loro di stare insieme, di vivere le stesse esperienze, di imparare nel rispetto delle regole, dei luoghi e delle persone.

E noi insegnanti? Siamo stati aiutati a concretizzare ciò che dice la Circolare Ministeriale “Tutte le iniziative devono essere inquadrate nella programmazione didattica della scuola ed essere coerenti con gli obiettivi didattici e formativi etc…etc…” Da allora abbiamo sempre scelto di “andare in gita” con Panda Trek, perché la filosofia che sta dietro le loro proposte è la stessa che la scuola persegue e perché la cura per gli aspetti educativi e didattici si è sempre rivelata una scelta vincente.

Luisa STORNI,

insegnante presso la Scuola Media “Don Milani” a Turbigo (MI)

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