Tutte le mattine del mondo: imparare aprendo gli occhi

Il progetto educativo nelle gite Panda Trek 

(parte prima)

Marzo 2008. Un bosco di abeti di notte. Il freddo e la sensazione misteriosa di essere in ascolto…sedersi sulla neve al buio con la schiena appoggiata ai tronchi, assieme ai ragazzi, intravedendosi appena, ad ascoltare storie, e a raccontarle

Marzo 2017. Una spiaggia all’ alba: la sabbia fredda, l’umidità silenziosa del giorno che si risveglia inondando di luce non solo il cielo, ma anche il mare, col canto antico della sua risacca sommessa. E anche i ragazzi, di solito così rumorosi, forse insonnoliti, forse incantanti dal lento levarsi del sole, tacciono e guardano. Assorbono il mondo. Qualche settimana fa incontro un ex-allievo, classe 1994, ora al 3° anno di università: “Prof. si ricorda quella chiacchierata di notte nel bosco, in Foresta Nera? Con Simone che ci aveva raccontato quelle cose di suo padre? …Mi vengono ancora i brividi a ripensarci. Mamma mia che emozioni! A dire la verità, scusi il termine, io avevo il culo congelato, ma è un momento che mi ricordo ancora adesso! Mai più fatte gite così…”

Ecco, queste sono le prime immagini forti che affiorano quando penso alle gite scolastiche con Panda Trek, gite che fanno passare – attraverso esperienze concrete – emozioni, conoscenze e scoperte che rimangono indelebili nella mente e nel cuore. Perché non hanno bisogno solo dei libri di scuola, i nostri ragazzi. Non basta a nutrirli una programmazione scolastica talvolta stanca e ripetitiva o il rapporto formale con adulti spesso demotivati, o consumati dalla routine, e che vorrebbero essere altrove.

Hanno bisogno di esperienze, guidate da insegnanti desiderosi di dedicare loro del tempo, in un modo che consentirà loro di conoscerli ben oltre i banchi di scuola, in contesti di scoperta informale…del mondo, ma anche dei rapporti umani. Hanno bisogno di stupore, di concretezza, della fatica del camminare, del sapere aspettare chi è lento, del peso dello zaino, delle parole col fiato spezzato, di guardare l’alba, di osservare le stelle, di abbracciare gli alberi, di osservare i capolavori d’arte con occhi curiosi, possibilmente giocando. Di lasciarsi incantare dalla bellezza. Di passare serate non in ozio, o peggio a far casino, o col naso incollato sullo smartphone, ma divertendosi in gruppo in modo intelligente.Sì, sono “viaggi di istruzione” (adesso bisogna chiamarli così, anche se io personalmente trovo la locuzione antipatica, non so perché…) speciali, quelli di Panda Trek!

Nel 2008, quando per la prima volta mi sono soffermata a leggere con attenzione il volantino promozionale arrivato a scuola, ho capito immediatamente che c’era una profonda sintonia tra il mio modo di vedere la gita scolastica e la filosofia di Panda Trek. Il progetto educativo, innanzitutto, poi l’ attenzione all’ ambiente, ma anche alla storia, alla cultura, al rispetto profondo tra le persone. Inoltre, dal punto di vista pratico, l’assistenza notturna, la puntualità organizzativa e logistica, gli educatori/animatori/guide al seguito. Non saprei definirli infatti con un termine solo: sempre giovani in gamba, motivati e competenti. Davvero attenti ai ragazzi. Il viaggio, il cammino comune, lo stare insieme sono esperienze che ci cambiano. Cambiano noi professori anche in relazione coi nostri alunni. E se c’è qualcuno che dà una mano e che si occupa della parte logistica o della sorveglianza notturna dei ragazzi, ben venga! Vuol dire per noi insegnanti affrontare la “fatica” della gita in modo più ragionevole, essere sgravati di incombenze organizzative per potersi dedicare serenamente al dialogo e al tempo coi propri alunni. In molte scuole non si fanno più gite proprio perché gli insegnanti faticano a prendersi sulle spalle non solo le innumerevoli responsabilità, che comunque continuano giustamente a competere a loro, ma anche a sobbarcarsi logistica e assistenza notturna. A differenza di ciò che molti possono pensare, agli insegnanti non viene retribuita neppure un’ora di straordinario per le gite scolastiche, anche quelle di più giorni.

Scrivo questo, anche per rispondere indirettamente all’ obiezione sarcastica che spesso colleghi e conoscenti mi hanno fatto: “Ah, capito, andate in gita con gli educatori, così poi gli sbolognate i ragazzi e voi ve ne andate in giro…”. No, non è così. Almeno non per me e per moltissimi insegnanti che conosco. Vuol dire, invece, essere – insieme agli Accompagnatori Panda Trek – un team di educatori che si occupa di un gruppo in maniera efficiente e attenta alla sua crescita, e che garantisce una meravigliosa “qualità” del tempo trascorso assieme! Oltre al fatto che itinerari, attività e tempi si possono sempre concordare, progettando insieme mete, visite e contenuti. … A proposito, team di Panda Trek, vi avviso.. io ho già in mente una serie di idee per le gite del prossimo anno coi miei studenti. Normandia? Auvergne? Pompei? Si vedrà… Emozioni ed esperienze fioriranno poi da sole sul sentiero…

Paola Bigatti, insegnante I.C. “M. L. King”, Torino

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