A Milano passarono i Re Magi

 

tram-2384693_1920

Quando da piccola mi capitava di andare a Milano guardavo incessantemente fuori dal finestrino dell’auto incuriosita. Come erano diversi le strade e i palazzi rispetto a quelli del mio paese…il tram!! Perché da noi non c’è? Mamma perché ci sono dei fili sopra i tram?? Perché le strade sono così grandi??

Mi pareva tuttavia, nonostante le mille novità, di percepire una sola tonalità prevalente: GRIGIO. Per anni ho ritenuto Milano una città poco interessante…con pochi alberi, senza prati per giocare, con giusto quei quattro musei che avevo visitato con la scuola. Nessuno mi aveva mai raccontato che a Milano passarono i Re Magi.

Proprio loro! Quelli della stella cometa! Ebbene sì. Le spoglie dei Re Magi approdarono a Milano portate dal vescovo Eustorgio su un carro che si impantanò negli aquitrini di Porta Ticinese, ove Eustorgio fece costruire in seguito la basilica ora a lui dedicata.

Oggi a Sant’Eustorgio troviamo la tomba dei Re Magi, con alcuni frammenti delle loro ossa, alla quale si rende annualmente omaggio con una solenne e scenografica processione in costume il giorno dell’Epifania.

Sant’Eustorgio sorge proprio nei pressi di Porta Ticinese, l’unica delle porte di Milano che conserva resti di tutte e tre le storiche cinte murarie di Milano: romana, medievale, spagnola. Percorrendo Corso di Porta Ticinese ci si apre su un mondo di leggende, aneddoti, storie di magia, che non mi sarei davvero aspettata di scoprire.

E c’è anche un bel parco. Il Parco delle Basiliche accompagna piacevolmente nel verde (altroché grigio!) fin dietro la Basilica di San Lorenzo, per poi lasciare nei pressi di Piazza Vetra, chiamata anche Piazza delle Streghe.

Ebbene, a Milano ci sono state un sacco di streghe! Donne sapienti o sfortunate la cui conoscenza o la cui indipendenza non furono accettate dalla società e qui, in piazza Vetra, furono mandate al rogo dopo aver confessato “spontaneamente” inquietanti accordi con Satana lui mème.

Da San Lorenzo, il “Monte degli Ulivi” di Milano, ove terminava in passato la tradizionale Facchinata, mi dirigo in tram verso il Carrobbio, immaginandomi le manovre che i commercianti di duemila anni fa qui facevano fare ai loro carri per potersi intrufolare nelle strette vie di Mediolanum.

Niente a che vedere ad ogni modo con l’emozione di prendere ancora, nel 2017, un tram di cento o più anni fa, con la sua scaletta, le panche di legno, e le leve di comando che nei tram moderni non sono visibili.

E come poter evitare di fare il giro della cerchia in tram gustando del pan tramvai? Giunti in Porta Venezia non si può che pensare al primo capolinea del tram, qui realizzato, e al suo antenato a quattro ruote trainato da cavalli, l’omnibus.

Risalgo sul tram alla ricerca di altri angolini, altre curiosità, altre storie che il “grigio” di Milano nasconde ai meno curiosi

Milena Fornara, accompagnatrice Panda Trek

Da settembre, ricominciano le nostre passeggiate milanesi, a caccia di curiosità. Tenete d’occhio il sito!
Annunci