Ricche signore sbadiglianti, voci del passato e tesori a portata di mano

Le ricche signore che si stiracchiano, appena sveglie, rischiano di urtare le tante cose preziose di cui si circondano da sempre e allora le notano, forse per la prima volta e ne possono gustare la bellezza.

Milano è una vecchia e ricca signora che, quando si stiracchia, sbatte il ginocchio destro contro Morimondo, con il braccio sinistro urta Crespi d’Adda e la mano destra arriva a toccare Castelseprio. “Castel…?”: la mia prima reazione al nome che, confesso, mi era totalmente sconosciuto. Eppure, insieme ad altri 8 beni lombardi, questo sito è nel novero dei patrimoni UNESCO. Il suo nome è spesso legato alla vicinanza del primo bene tutelato dal FAI, il monastero di Torba.

Castelseprio domina lBasilica S. Giovanni _ Castelserpioa valle Olona e infatti nacque in epoca tardo-romana come cittadella militare lungo il limes del nostro versante alpino. Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi, tutti vollero metterci lo zampino, ampliando il castrum. Sorsero un borgo, alcune chiese, una cascina-monastero. Alla fine, i Visconti rasero al suolo la roccaforte nella loro corsa al dominio di Milano e ci tennero proprio a far si che la sua memoria si perdesse per sempre.

Ma la voce dei luoghi che hanno un cuore vuole essere ascoltata e meno di un secolo dopo un albero sradicato svelò il sepolcro di un re longobardo, Galdo, sepolto con la sua corona, il globo aureo e nientemeno che la spada di Tristano! In persona. Castelseprio veniva sempre più sotterrata dal tempo, ma nei secoli riemergevano lapidi romane, cippi, pezzi di muratura.

Nel 1800 le orecchie si fecero più sensibili al mormorio delle pietre antiche e anche qui la passione dei collezionisti riportò alla luce, uno dopo l’altro, i ricordi tenaci del passato.

JpegMilano si stiracchia la domenica mattina e noi possiamo fare una passeggiata, libera e gratuita, negli antichi confini della cittadella, sederci in contemplazione tra le mura basilica di San Giovanni e ascoltare. Siamo nel bel mezzo del Parco RTO (Rile, Tenore, Olona) e Castelseprio si inserisce a buon merito, ormai da secoli, nel paesaggio naturale della valle.

L’attrattiva di alcuni siti è legata alla loro spettacolarità, ma quelli di bellezza meno ostentata, talvolta, nascondono un tesoro sorprendente e straordinariamente accessibile. I dipinti nella chiesetta di S. Maria Foris Portas sono uno dei tesori di Castelseprio. Colpiscono per la loro inusuale raffinatezza, per l’origine misteriosa e per un gusto un po’ medio-orientale.

Dal Parco Archeologico passa l’asse principale della sentieristica del Parco RTO. Possiamo inoltrarci nei boschi e sperare di imbatterci in altri racconti delicati del passato.

Irene Fantone

 

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